Dora Vanelli – Comunicare l'Impresa
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Archive for ‘Archivio’

Moduli abitativi per affitti brevi a Bologna

By: doraVanelli \ Comments: 0 \ Date: 24 Marzo 2011
Oggi ho scoperto una struttura ricettiva nel centro di Bologna, via Mascarella, che non conoscevo. 
Nel cuore antico della città, vicino alla zona universitaria, ma anche al polo fieristico e alla Stazione.  Me l’ha fatta conoscere una collega che spesso la utilizza come accomodation per clienti che cercano un alloggio per brevi o lunghi periodi in alternativa al solito hotel. Ed è un vero punto strategico da cui partire non solo per lavoro ma anche per visitare Bologna; inoltre, proprio via Mascarella ospita sotto i suoi portici  locali da anni blasonati come la Cantina Bentivoglio, il Bravo Caffè, la Taverna Mascarella, la Trattoria da Francesco, per tutti i palati e per tutti i gusti!
Non voglio recensire “i masCà”, è così che si chiama questo residence ricavato da un antico edificio e ristrutturato nei minimi dettagli, ma credo che sia d’obbiligo segnalarlo nella mia città ancora poco sensibile e attenta  alla valorizzazione dell’incoming. 
Credo che nella continua evoluzione degli stili di vita e delle abitudini queste formule alternative  di alloggio costituiscano un sistema di massima flessibilità che offre un valore aggiunto e una dimensione emozionale al consumatore sempre più proiettato alla ricerca di se stesso e del suo benessere.

i masCà

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Una posizione che conta

By: doraVanelli \ Comments: 0 \ Date: 19 Marzo 2011
Il geomarketing sta imponendosi come una leva sempre più importante nelle strategie di marketing e comunicazione adottate dalle aziende evolute. 
Si basa sull’avere a disposizione informazioni sul territiorio da utilizzare in parallelo alla conoscenza della posizione dell’utente. 
Grazie alla veloce diffusione negli ultimi due anni di smartphone e tablet collegabili al sistema GPS si sono sviluppati dei social network che fanno della geolocalizzazione il loro cavallo di “battaglia”.
Foursquare (4SQ), Gowalla, Places di FB georeferenziano contenuti mentre geolocalizzano l’utente. Inizialmente era la “nuova moda del web”, quella di geotaggare un luogo e di far sapere ai propri amici dove ci si trovasse lasciando loro messaggi. 
Ma in breve tempo si è capito la portata  del fenomeno  per il business  offrendo grandi opportunità di comunicazione del brand. 
4SQ ha circa cinque milioni di iscritti e sono evidenti le sue potenzialità perchè dopo Dennis Crowley e Naveen Selvadurai (suoi ideatori), la corsa alla “posizione che conta” è partita alla grande. 
Pensiamo solo a  Places di FB con i suoi 500 milioni di utenti (18 milioni  in Italia) di cui quasi 200 milioni navigano in mobilità. Potenzialità di business molto interessanti!
Io sono iscritta a 4SQ e mi piace  perchè è anche una specie di geolocal game. Si raccolgono punti e badge ogni volta che si fa check in un locale o in un luogo che vanno ad  accumularsi, come trofei, nel nostro profilo. Siamo insomma riconosciuti come “clienti “fedeli” (major)
Si possono  lasciare recensioni  e immagini fornendo  suggerimenti e utili indicazioni agli  amici che poi passeranno da lì. Tutto nella piena filosofia del web 2.0!
Questo apre grosse opportunità di brand marketing: particolari offerte ai clienti  fidelizzati,  sconti , invio  di informazioni mirate.
Coin, Gucci e la Provincia di Ferrara stessa  trovo che stiano utilizzando molto bene 4SQ. 
Ormai lo scopo delle aziende è avere non solo semplici clienti, ma fan del proprio marchio: persone che vi si identifichino e che si appassionino.
Con 4SQ le aziende  possono misurare questo coinvolgimento, grazie alla partecipazione e a un contatto reale con lo stesso utente.
Monica Fabris, sociologa e presidente dell’istituto di ricerca Gpf (fondato da Gian Paolo Fabris), che ha un osservatorio permanente sui social network, scrive: “Foursquare piace perché sposa due cose che piacciono agli italiani: mobilità e socializzazione. E poi simbolizza la nuova fase del Web 2.0: la contaminazione tra reale e virtuale. La socializzazione on line entra nella vita reale. Le due dimensioni della persona si ricompongono”.
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Teste eccellenti

By: doraVanelli \ Comments: 0 \ Date: 15 Marzo 2011
L’imprenditorialità è la capacità che una persona ha di tradurre idee in azioni.
Assumendosi dei rischi, dando valore alla creatività, investendo sull’innovazione e la tecnologia ma anche sul  territorio, sviluppando strategie socialmente responsabili e favorevoli  all’ambiente e non dimenticando mai che le relazioni interpersonali sono lo scheletro di qualsiasi business.
Mi è piaciuto leggere sul  Sole24ore.com una lista di dieci innovatori del decennio – stilata dalla redazione di Nòva24 – dando un volto alle idee che più hanno cambiato dieci anni di ricerca,  tecnologia e web.

Solo due donne :((

Una classifica aperta ai lettori, che possono  partecipare al Sondaggio 

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I social media nelle piccole aziende: si usano ma (spesso) senza sapere perchè

By: doraVanelli \ Comments: 0 \ Date: 11 Marzo 2011

Riporto un articolo interessante di Gianni Rusconi, in linea con il mio post precedente.

“Quello che arriva da Techaisle, società di ricerca specializzata nel campo delle tecnologie per il comparto Smb, è interessante innanzitutto perché attualizza il fenomeno ai prossimi 12 mesi. Del campione di 406 aziende (con una forza lavoro compresa fra 1 e 99 dipendenti) censite è emerso infatti che il 70% ha in programma di ricorrere, entro il 2011 e a fini promozionali, ai principali strumenti di social networking. Un altro dato curioso, spesso scarsamente evidenziato, mette per contro in luce come circa della metà delle organizzazioni, il 45% per la precisione, confessino di non sapere come queste tecnologie potranno essere d’aiuto per il loro business.
Almeno in apparenza, c’è quindi un’evidente incongruenza fra i livelli di adozione (elevati) e i previsti ritorni degli investimenti (assai nebulosi). In altri termini i social media piacciono, saranno utilizzati in due terzi delle piccole e medie imprese americane ma un imprenditore su due non sa bene cosa aspettarsi in fatto di ritorni dall’investimento”

per la sua lettura completa rimando a http://www.ilsole24ore.com

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Come entrare nel mondo dei Social Media

By: doraVanelli \ Comments: 0 \ Date: 4 Marzo 2011
Nel 2011 il Social Media Marketing (SMM) dovrebbe fare parte delle leve strategiche di marketing aziendale.
E’ importante stabilire degli obiettivi chiari da raggiungere in un determinato arco temporale, e non sottovalutare mai che il profilo on line rappresenta la nostra identità! E che costruirci la nostra personalità è fondamentale per lo sviluppo del business.
Troppe sono le aziende che vedo entrare in questo “mondo” senza un piano di azione concreto solo perchè
comporta un investimento poco dispendioso rispetto ai mezzi tradizionali e tante, ragionando così, hanno già fatto un buco nell’acqua.
Guardiamoci intorno, cosa fanno anche i nostri competitor ma non per emulare le loro azioni ma per essere spronati a fare meglio e a trovare un vantaggio competitivo. 
Se non si hanno le competenze necessarie, è suggeribile collaborare con partner esterni (agenzie o consulenti) per pianificare e supportare la propria strategia ma anche per formare  il personale interno a questa attività.
I social media sono una piattaforma in cui si costruiscono relazioni dirette con il pubblico per cui è basilare dare un volto e un nome alla nostra identità on line .
Tutto questo richiede una costante partecipazione  in termini di ascolto, interazione, risposte. 
E questo coinvolgimento tra pubblico e azienda da i suoi frutti nel medio-lungo periodo. 
C’è bisogno di fiducia, di costanza e di passione, tutti elementi che prendono forma solo col tempo. Se invece ai sociamedia si dedicano sforzi iniziali per poi perdere interesse, inesorabilmente il pubblico perderà interesse per noi facendoci cadere nell’oblio. 
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Chi sono i nativi digitali?

By: doraVanelli \ Comments: 5 \ Date: 28 Febbraio 2011
A questa domanda che negli ultimi anni tutti noi over quaranta ci siamo posti almeno una volta, aggiungo: ” Chi è mia figlia?”, quindicenne che ascolta l’iPod, utilizza l’iPhone, legge l’iPad, accende la TV solo in sottofondo, scarica musica da  iTune, scambia al volo  SMS mentre chatta su FB, guarda l’ultimo video su YouTube,  fa check-in su  Foursquare trova sintesi e info su Wikipedia, sconti su Groupon e legge le recensioni su TripAdvisors? Un’aliena? Un Visitors? Semplicemente una nativa digitale.
Sono loro, la generazione dei nativi digitali, della net culture che scaricano brani, film, taggano, postano, che hanno dato vita ad una rivoluzione culturale senza eguali, globale e  proiettata in avanti.
20 anni, è  lo spazio anagrafico di questa generazione che va dal 1977 al 1997, nata sotto il segno dello sviluppo tecnologico e digitale, quella che tra quache anno leggerà solo quotidiani sull’Ipad, acquisterà solo servizi on line, non utilizzerà cash ma carte di credito, ecc…
Don Tapscott, canadese sessantrenne, dieci anni dopo il libro “Crescere digitali”  torna ad indagare questa  generazione che aveva già definito come “decisamente diversa”. 
Col suo staff ha raccolto  le interviste di 11mila nati tra il 1977 e il 1997 e ha provato a dare organicità a un quadro fin qui frammentario, perché quasi sempre ricostruito, studiato e soprattutto valutato dagli adulti, che per i giovani nati dopo il 1977 sono o Baby Boomer (i nati tra il 1946 e il 1964) o X Gener (1965-1976).
Io faccio parte della generazione X e per quanto lavori in questo ambito, conosca i SM e le loro potenzialità non ragionerò mai come mia figlia perchè filtro analiticamente e mi pongo spesso da osservatore e non da sperimentatore. Un ventenne non lo fa, il suo approccio è quello di testare, di utilizzare il mezzo, di trasformarlo e personalizzarlo. Si pone come interlocutore, come player che partecipa attivamente, che si muove con scioltezza che pretende informazioni in tempo reale quando le richiede.
Questo le aziende lo sanno? Sanno che “al di là” del vecchio target ci sono persone che  desiderano interagire, creare esperienze, essere coinvolte attivamente?
 
Allora dotiamoci di strumenti utili a comprendere come il vero problema sia quello di ostinarsi a vestire la realtà nuova con una vecchio abito. 
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La gente comune utilizza le tecnologie meglio delle aziende

By: doraVanelli \ Comments: 7 \ Date: 23 Febbraio 2011
Su Prima Comunicazione del mese di febbraio è pubblicato un articolo più che mai vero e rispondente alla realtà.
Siamo nell’era del web 2.0, di un approccio “social”, in una realtà in cui l’evoluzione dei media porta ad un consumo diversificato dei contenuti web. E’ cambiato il rapporto del consumatore nei confronti del brand; c’è maturità, consapevolezza, condivisione, confronto.  I social network sono i luoghi di massima presenza.
Tutte cose che sappiamo, abbiamo letto e ascoltato ovunque!
Ma le aziende? Un marketing manager su tre dichiara di non avere in previsione programmi di comunicazione che includano i SM.
Altri corrono il rischio di voler sbarcare su tanti social network, senza però riuscire a gestirli al meglio.
In ogni caso la  volontà prevalente è di fare informazione online sul prodotto e sulle novità aziendali, privilegiando una modalità di comunicazione monodirezionale, che non preveda l’ interazione.
E allora? 
Le imprese italiane utilizzano le nuove tecnologie basate su Internet per risparmiare ma quasi sempre non sono ancora capaci di usarle bene per collaborare. Anzi, molte aziende ed enti pubblici proibiscono i social network, i wiki, i forum, i blog e in generale gli strumenti più avanzati di collaborazione informale nati nel mondo consumer e giovanile perchè “distraggono”.
Mentre le tecnologie mass market corrono, paradossalmente le aziende restano indietro. 
Ma Internet, e in particolare il web 2.0, è prezioso perché permette di sviluppare le attività di interazione, e quindi forme molto produttive di collaborazione: consente di trovare e sfruttare le migliori competenze ovunque esse siano, di attraversare le barriere che frenano i flussi di informazione, e infine di collaborare per raggiungere obiettivi complessi.
Viene da chiedersi perchè i manager non colgano il fenomeno?

E  non volendo pensare che sia perchè non lo conoscono rispondo: perchè non è mai stato fatto e non è sempre facile, soprattutto in aziende dimensionate, essere portatori di cambiamento.
Ma così si rimane indietro e si perdono clienti!

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Stay hungry, stay foolish!

By: doraVanelli \ Comments: 1 \ Date: 22 Febbraio 2011
Il presidente Barack Obama, in visita a San Francisco, ha voluto incontrare giovedì scorso i leader della tecnologia mondiale. Tra questi, ovviamente Steve Jobs e Mark Zuckemberg, oltre che gli AD di Twitter  Google, Yahoo (ma non c’era Microsoft).
Una cena molto riservata e informale.
Steve Jobs,  dato per morente per una recrudescenza del cancro al pancreas dal National Enquirer, ha partecipato alla cena seduto vicino al Presidente.
La grandezza di Jobs e la sua semplicità nel vivere si evince dal discorso che fece nel 2005 ai neolaurati dell’Università di Stanford. 
E io desidero postarlo sul mio blog, sottotitolato in italiano.

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140 News Net

By: doraVanelli \ Comments: 0 \ Date: 12 Febbraio 2011
140 News Net, in breve 140nn, è un canale in italiano di fatti in anteprima, di news e di approfondimenti filtrati attraverso i Social Media a cura di Luca Alagna.
Un esperimento di quello che si potrebbe definire Social Media Journalism o Personal Journalism maturato dopo l’inizio dell’esperienza iraniana fatta da Alagna.
Gli aggiornamenti  avvengono principalmente sul profilo Twitter ma l’interazione è seguita direttamente su Facebook e su Friendfeed.
In questo sito potete trovare ulteriori approfondimenti, analisi e notizie basate su questi fatti.
Il nome 140 News Net racchiude queste caratteristiche: 
140 (Twitter, la sintesi, la velocità e l’interazione), News (l’oggetto), Net (la rete, la lente dei Social Media).
 

La linea editoriale prevede la raccolta di singoli “fatti” filtrati attraverso i Social Media, senza inclinazioni di alcun genere (politiche o altro), sia all’interno dell’agenda dei mainstream media (il menù informativo che ogni giorno ci propongono tv e giornali) con lo scopo di completare o approfondire il quadro generale, sia all’interno di un’agenda dei Social Media facendo venire alla luce gli argomenti che interessano di più milioni di individui online e che spesso non arrivano all’opinione pubblica.

Bell’idea e bel servizio che Luca ci offre!

www.140nn.com

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